di Enrico Casarosa – 2021
Disponibile su Disney+
Appena finito il film avevo un pensiero fisso: ma la Pixar, lo ha mai sbagliato un film? Ok, è vero forse alcuni sono stati dei mezzi passi falsi, ma possono davvero considerarsi come dei film sbagliati? Secondo me no. Certo, rispetto a Soul, l’ultimo film Pixar, c’è un passo indietro, nel senso che Soul era un film per adulti travestito da cartone, mentre Luca è un vero e proprio film d’animazione per bambini. E le tematiche, gira e rigira, son sempre quelle: gioia orgoglio ed entusiasmo. E che male c’è? No, davvero, qual è il problema?
Luca ci parla e ci racconta di un mondo, quello marino, che strizza gli occhi al nostro tra pesci da portare al pascolo, coltivazioni di alghe e quel misto di timore e diffidenza per tutto ciò che è alieno, ovvero ciò viene dal mondo emerso, percepito come minaccioso per le creature marine come lo stesso Luca e la sua comunità. L’ignoto e la paura sono, quindi, ciò che spingono Luca ad uscire dall’acqua e vedere effettivamente come e cosa sia ciò che da sempre viene stigmatizzato: il mondo emerso.
La spinta della curiosità, il freno del timore. Luca inizia a muoversi nello spazio tra queste due forze opposte, ma c’è bisogno di un elemento scatenante per permettergli di uscire dall’impasse e della sua comfort zone. Questa forza esterna si ritrova, poi, nell’amicizia con Alberto e Giulia, una “cattiva compagnia” che rompe l’equilibrio precario in cui si trova il protagonista e gli permette di soddisfare la curiosità e la fame di conoscenza, alla scoperta di un mondo diverso dal proprio, da vedere, capire e accettare.
Ora, la trama continua e si dilunga in evoluzioni, sì, prevedibili, ma mai banali e sempre costruite ad hoc. Un punto, però, su cui vorrei soffermarmi è l’incontro, e la scoperta, tra il mondo emerso e quello marino. Nel film questo passo viene trattato per non più di due minuti, ma, almeno per come la vedo io, dovrebbe essere una delle parti fondamentali della pellicola: il mondo marino che si manifesta a coloro di cui aveva paura ed il mondo emerso che si ritrova davanti a ciò che ha sempre pensato esistesse ma che non ha mai potuto confermare. Insomma, i personaggi vengono messi l’uno di fronte all’altro, davanti a ciò di cui hanno sempre avuto timore: la diversità. E tutto ciò, considerati i tempi che stiamo vivendo, meritava più spazio e una costruzione più complessa perché capire la diversità, così come spiegarla in realtà, non è semplice, ma non possiamo limitarci ad una scrollata di spalle.
Nonostante tutto, tra echi di Miyazaki ed una selezione di canzoni del nostro passato, Luca è un bellissimo viaggio in un angolino delle Cinque Terre che racconta come sia l’estate in Italia: una vita passata per metà a lavorare e per metà a pensare come sarebbe se fossimo Mastroianni ne La Dolce Vita.
Voto: 25/30

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